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150° Unità d'Italia
Per il 150° anniversario dell'Unità italiana la IV A Iter dell'Istituto tecnico turistico Cestari di Chioggia ha realizzato un percorso sui luoghi del Risorgimento chioggiotto. L'itinerario è stato presentato alla cittadinanza il 26 e 27 marzo 2011, durante le "Giornate di primavera" del Fondo Ambiente Italia, con il quale l'Istituto collabora ormai da diversi anni. In quell'occasione 20 studenti hanno accompagnato diversi gruppi di visitatori in un itinerario cittadino, sui luoghi delle vicende risorgimentali, fornendo informazioni di carattere storico e storico artistico.
La visita diretta dei luoghi che furono teatro delle vicende storiche ha restituito spessore ai personaggi e concretezza agli eventi. Nella prima guerra d'indipendenza la città si distinse per avere resistito al fianco di Venezia all'assedio austriaco; chioggiotti furono i pescatori che con i loro bragozzi soccorsero Garibaldi in fuga, chioggiotto fu il più giovane dei Mille, l'undicenne Giuseppe Marchetti.
Una panoramica sugli approcci interpretativi, dalla fine dell'Ottocento ad oggi, ha reso conto della pluralità di giudizi su un passato denso di implicazioni per il presente. Suddiviso in dieci tappe ravvicinate, il percorso tocca punti caratteristici della città e la narrazione storica si intreccia con l'osservazione delle emergenze architettoniche e artistiche analizzate nel contesto di un centro singolare per l'integrità del suo tessuto urbanistico e il carattere verace delle sue tradizioni.
1. OBIETTIVI
Gli obiettivi che l'insegnante di arte e quello di storia si sono prefissati erano fondamentalmente due:
" Far conoscere e ricercare agli studenti un capitolo della storia della loro città attraverso un itinerario cittadino sui luoghi che sono stati teatro dei maggiori eventi che hanno caratterizzato l'età risorgimentale a Chioggia.
" Consentire agli studenti di misurarsi con l'attività di guida turistica, nella fase di presentazione dell'itinerario alla popolazione.
Naturalmente si sono ottenuti anche diversi risultati collaterali, come abituare gli alunni al lavoro di equipe, visto che la classe è stata divisa in gruppi che hanno approfondito diversi aspetti dell'epoca storica in oggetto e che hanno poi accompagnato i visitatori nei luoghi topici del Risorgimento spiegando loro non solo i fatti storici, ma anche alcune caratteristiche architettoniche e ambientali della città.
Attraverso questo lavoro gli studenti hanno potuto approfondire la conoscenza della loro città e relazionarsi con ascoltatori diversi rispetto al gruppo classe, affrontando anche tutti gli imprevisti connessi, come domande, richieste di chiarimenti, sovrapposizioni da parte di qualche visitatore troppo esuberante e così via.
2. ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO E SUA DURATA.
Il progetto è stato attuato nel periodo da novembre 2010 a marzo 2011.
" Considerata la complessità del progetto, che doveva investire anche altri enti, alcune riunioni organizzative preliminari sono state organizzate sin dall'anno scolastico passato, tra il docente responsabile del progetto (prof. Marta Boscolo), la dirigente (prof. Antonella Zennaro), la responsabile del progetto del FAI di Venezia (prof. Maria Camilla Bianchini d'Alberigo) e una studiosa locale di Risorgimento (prof. Gina Duse). Sono stati proposti degli approfondimenti attraverso lezioni esterne della prof. Gina Duse, di due guide turistiche professioniste veneziane inviate dal FAI, e attraverso lezioni dei docenti interni Boscolo Marta e Varisco Ruddi.
" Visita di orientamento in biblioteca civica: è stata organizzata un'uscita presso la biblioteca civica per insegnare ai ragazzi ad orientarsi e a ricercare i testi utili al loro scopo
" Raccolta del materiale di studio e delle immagini non reperibile in biblioteca civica da proporre ai ragazzi: a cura della docente responsabile, da novembre 2010 a febbraio 2011.
" Cura della preparazione degli studenti: lezioni da dicembre 2010 a marzo 2011.
" Incontro con una guida professionista, volontaria del FAI: la guida ha incontrato i ragazzi per alcuni consigli sul modo di porsi al pubblico e per correggere e migliorare il loro modo di esporre i contenuti, così da rendere più accattivante l'itinerario.
" Lavoro di divulgazione: La docente si è fatta carico di curare i rapporti con gli enti interessati (FAI Venezia e Comune di Chioggia).
" Preparazione del materiale divulgativo: la docente responsabile e la prof. Gina Duse hanno preparato i testi necessari alla pubblicizzazione dell'iniziativa sui cataloghi del FAI.
" Presentazione del progetto alla cittadinanza: Gli studenti, insieme alle proff. Marta Boscolo e Gina Duse e alla presidente del FAI, hanno presentato alla cittadinanza il progetto nel corso di una conferenza tenutasi il 24 marzo presso la sala del Consiglio Comunale. Due studentesse hanno illustrato l'itinerario con l'ausilio di un power point.
" Visita guidata finale: gli studenti, a rotazione, hanno accompagnato gruppi di 30-35 visitatori lungo un itinerario cittadino che toccava i luoghi principali delle vicende risorgimentali a Chioggia, nel corso della visita guidata nelle due mattine di sabato 26 e domenica 27 marzo. La protezione civile ha scortato i gruppi e i ragazzi durante la visita guidata.
" Preparazione di un ulteriore power point riassuntivo.
3. L'ITINERARIO
Chioggia. I luoghi del Risorgimento: percorso in dieci tappe nel centro storico
La città di Chioggia conobbe nel XIX secolo un mutamento straordinario dal punto di vista socio demografico ed edilizio. Con la dominazione francese, dal 1808 erano arrivati i primi regolamenti edilizi e nel corso del secolo si moltiplicarono i provvedimenti che mutarono la fisionomia della città. Quando Garibaldi entrò a Chioggia, trovò certamente una città molto diversa da quella che solo mezzo secolo prima avevano trovato i francesi. L'itinerario organizzato si propone di scoprire non solo gli angoli monumentali della città, ma anche il tessuto edilizio più umile e più caratteristico dell'abitato, dove vivevano gli uomini e le donne che credettero fortemente negli ideali risorgimentali.
Punto di partenza è la Loggia dei Bandi, un edificio costruito nel 1531 e ristrutturato nel XIX secolo con un ampio pronao aggettante sulla via, così chiamato perché vi si leggevano i bandi pubblici. Qui, il 20 aprile 1800 avvenne la prima sollevazione popolare contro gli austriaci. Il fatto permette di soffermarsi sulle cause del malcontento che sfociò nella rivoluzione del '48-49, sul ruolo avuto dalla borghesia liberale, sulla spinta popolare.
Proseguendo in direzione Vigo, si affaccia sul corso l'abitazione di Antonio Naccari dove, nella notte tra il 22 ed il 23 marzo del 1848, fu firmata la resa delle truppe austriache e si diede inizio all'esperienza repubblicana che durò fino al 25 agosto 1849. Le autorità chioggiotte, pur godendo di una loro autonomia, seguirono le direttive politiche e militari impartite dal Manin; la relazione con Venezia fu rinsaldata anche dalla partecipazione di diciannove deputati chioggiotti all'Assemblea veneta. L'abitazione del Naccari è un tipico palazzo lagunare, con l'ampio portego centrale intorno al quale si dispongono le stanze. I materiali costitutivi sono quelli tradizionali utilizzati in città: il mattone per le murature, la pietra d'Istria per i punti di scarico e le cornici di portoni e finestre, il legno per i solai.
Proseguendo verso nord, dalla piazzetta Vigo si gode la veduta del forte di San Felice, che nel '48-49 fu luogo di operazioni militari insieme alle fortificazioni di Brondolo e di Cavanella d'Adige; e del convento di S. Croce, che divenne alloggio di truppe e ospedale militare al pari di altre chiese della città. Il forte di San Felice, costruito dalla Serenissima nel sito del medievale Castello della Luppa, per controllare la bocca di porto più meridionale della laguna, conobbe proprio nel XIX secolo un'imponente ristrutturazione da parte dei francesi nel 1808 e degli austriaci tra il 1831-1833.
Sia in piazzetta Vigo, sia lungo il canal Vena, sorgono caffè e abitazioni private in cui si ritrovavano i patrioti. Il notevole incremento demografico portò alla generale sopraelevazione degli edifici cittadini. L'idea di lasciare il centro storico era scartata a priori dagli abitanti e quindi si cercarono soluzioni abitative nell'esistente, attraverso ristrutturazioni e ampliamenti. Dopo l'annessione del Veneto al Regno d'Italia questi interventi raddoppiarono e scomparvero così molte corti e magazzini al posto delle quali sorsero edifici a schiera sempre più alti. Le modifiche agli elementi minori delle abitazioni erano imposte dai nuovi regolamenti edilizi che prevedevano un adeguamento alle nuove normative igienico sanitarie. L'applicazione delle grondaie, l'eliminazione dei camini sporgenti fino a terra, la regolarizzazione delle aperture e il loro incremento sono tutti caratteri tipici di questo secolo, ai quali si aggiunse l'esigenza di imbiancare con la calce le pareti degli edifici, dettata proprio dai regolamenti che, per la prima volta, controllavano anche le tinte da applicare sugli intonaci.
Nonostante Chioggia fosse un'isola, la circolazione delle idee e delle informazioni non venne a mancare; la vita in città fu movimentata dalla presenza di corpi militari, da spie, da coloro che reclutavano volontari o vendevano armi. In riva Vena, verso sud, la vista su calle Chiereghin, dove aveva domicilio la famiglia di Ermenegildo Chiereghin, suggerisce il ricordo di molti giovani che seguirono gli ideali trasmessi dai genitori. Il bragozzo ormeggiato nelle vicinanze mostra il modello di imbarcazione su cui si imbarcò Garibaldi in fuga da Roma. La fama del bragozzo chioggiotto, e quindi l'identificazione della città con il mondo della pesca, si rafforzò proprio in seguito a questo episodio.
Percorrendo il ponte della Cuccagna, detto anche delle Casette o di Galia, realizzato in pietra già nel Cinquecento, si giunge alla porta Garibaldi, una vera e propria "entrata storica" cittadina. Era chiamata anche torre o porta Santa Maria, per la vicinanza al Duomo. Al suo interno vi era un dipinto settecentesco su legno della Madonna di Marina, oggi sostituito da una copia e una possente lapide che ricorda il passaggio di papa Pio VII.
La porta risale all'incirca all'anno 1530 e originariamente apparteneva alla fitta cinta di fortificazioni risalenti all'epoca cinquecentesca, che venivano erette per proteggere la città. Il fronte presenta ancora oggi una bellissima raffigurazione del Leone di San Marco, simbolo del dominio della Serenissima.
Deviando verso la Tombola, si può osservare il monumento a Giuseppe Marchetti, il più giovane dei Mille. La biografia del Marchetti esemplifica l'impegno dei chioggiotti nelle campagne militari del 1860-61 e del 1866, ma anche alcuni aspetti problematici del reducismo.
La cattedrale di Santa Maria Assunta, la grande chiesa ricostruita da Baldassarre Longhena nel 1624 dopo un grande incendio, domina il Corso del Popolo. La facciata della chiesa, maestosa nella sua semplicità, ospita nelle nicchie laterali le statue dei due Santi Patroni della città, Felice e Fortunato ai quali è dedicata la cappella a sinistra del presbiterio, dove sono conservate in una preziosa urna le loro reliquie. Davanti alla chiesa, nell'aprile del 1848 il vescovo De Foretti benedì il tricolore. Questo evento dà modo di riflettere sugli orientamenti della chiesa chioggiotta prima e dopo la presa di Porta Pia.
Di fronte all'edificio vi è la calletta di San Pieretto che richiama la presenza in città di una linea democratico- repubblicana rappresentata dalla redazione del giornale "La Prova"che lì aveva sede, dal Circolo italiano e in seguito dal Circolo popolare.
Punto d'arrivo è il porticato del palazzo municipale dove sono affisse lapidi commemorative. Una di queste venne realizzata da un giovane Guglielmo Michieli nel 1883 ed è decorata dal profilo bronzeo dell'eroe dei due mondi sormontata dalla stella di Trinacria. Queste lapidi decoravano un edificio di recente realizzazione, che era stato costruito meno di una cinquantina di anni prima dagli ingegneri Artico, Berengi e De Paoli a partire dal 1839, dopo una serie di vicende burocratiche che ebbero come protagonista il podestà Naccari, il Comando provinciale e i progettisti, in luogo dell'antico palazzo medievale danneggiato da un incendio. In questo incendio perì anche il Santo Monte di Pietà, pertanto di procedette a un ripristino con la costruzione di un edificio a quello dedicato nella sede dell'antica Cancelleria.
Il percorso termina nel luogo di partenza, di fronte al palazzo municipale.
4. RISULTATI
La visita guidata ha riscosso molto successo e complessivamente, nelle due giornate, vi hanno partecipato circa 300 visitatori. I ragazzi si sono confrontati con una serie di difficoltà, come parlare in pubblico, durante la conferenza di presentazione e mantenere l'attenzione dei visitatori sempre viva nel corso delle visite guidate. Hanno dovuto anche affrontare piccoli problemi, come un ritardo sui tempi prefissati per la visita guidata a causa di un visitatore con difficoltà motorie, ma hanno saputo reagire molto bene, aiutandosi tra loro in uno spirito di cooperazione che sarebbe piaciuto molto anche agli eroi in camicia rossa.
Le giovani guide in erba, alla fine delle due mattinate erano molto stanchi ma soddisfatti per la buona riuscita dell'iniziativa e per i numerosi complimenti e applausi ricevuti. Particolarmente gradito l'encomio, da parte di un visitatore, alla scuola pubblica, che a fronte dei gravosi tagli finanziari e orari dell'ultimo anno, cerca di dare il massimo sempre e comunque per formare non solo studenti preparati, ma anche coscienziosi cittadini di domani.
5. LA PRESENTAZIONE IN POWER POINT
Affinché la ricerca promossa in occasione del progetto non andasse perduta, gli studenti hanno deciso di produrre, come elaborato finale, un power point riassuntivo che sintetizzi le tappe del loro itinerario e le informazioni raccolte. Hanno organizzato le informazioni secondo l'ordine dell'itinerario, introducendo gli effetti di animazione che amavano di più, per vivacizzare la lettura. Le foto d'epoca sono state fornite dalla rivista "Chioggia. Rivista di studi e ricerche", che a febbraio aveva dedicato un intero numero alle vicende risorgimentali nella nostra città, con studi inediti che si sono rivelati preziosi per le ricerche dei nostri studenti.
6. LA BIBLIOGRAFIA
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Gessica Zennaro, Il Quarantotto a Chioggia, in: "Chioggia. Rivista di studi e ricerche", 37, 2010, pp.183-195.